La riforma del lavoro va al restyling
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Il consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare un decreto correttivo del dlgs n. 276/2003 -
Sanzioni pesanti per chi non fa formazione. Ok a 16 mila Cfl Formazione e inserimento per i giovani più garantiti con le sanzioni pecuniarie alle imprese che non svolgano formazione effettiva, e con la proroga di 16 mila vecchi contratti di formazione e lavoro che rischiavano la soppressione. Queste le principali modifiche contenute nello schema di decreto legislativo approvato ieri dal consiglio dei ministri, che corregge il tiro di alcuni istituti della riforma del mercato del lavoro, dopo qualche mese di sperimentazione della disciplina attuativa dettata dal dlgs 276/2003. Oltre al capitolo formazione, le altre modifiche toccano il delicato tema della concorrenza tra i diversi soggetti del collocamento privato, vietando la concorrenza sleale verso i consulenti del lavoro da parte di consorzi di imprese che, secondo una certa lettura della disciplina del dlgs 276, avrebbero potuto gestire la stessa attività. Infine, via alla rimodulazione delle tariffe dei cosiddetti ´lavoretti', cioè dell'ampia gamma di lavori che vanno dal giardinaggio alle pulizie, per i quali era stata fissato un ticket minimo di 7,5 euro a prestazione, evidentemente non applicabile a tutte le tipologie di lavori ricondotte sotto questo contratto. Difficile, per esempio, equiparare la paga del giardiniere a quella della badante o dell'insegnante che dia ripetizioni una tantum. Italia Oggi - Teresa Pittelli - art. pag. 32
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